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LA
PRIMA SIGNORA ELISA,
O DELLA COMMITTENZA DEL RITRATTO DI MONNA LISA
GHERARDINI, DETTO «LA GIOCONDA»
Stimolati dal rinnovarsi del dibattito
sull’identificazione del personaggio che Leonardo da
Vinci volle ritrarre nella cosiddetta Gioconda del
Louvre, tenteremo di fornire un contributo per
avallare la tesi che ella poté essere Monna Lisa
Gherardini, fiorentina, proponendo la motivazione alla
committenza del dipinto. Il nome di Lisa, sebbene
universalmente noto, sarebbe di pacifica attribuzione
se negli ultimi decenni non si fosse insistito su
riconoscimenti ben differenti.
La biografia di Leonardo scritta da Carlo Vecce
è sicuramente l’ultima in ordine temporale a
sollevare una questione meritevole di studio.
Vorremmo, pertanto, ricordare le molteplici persone
delle quali si è ritenuto leggere il ritratto in
quello esposto nel museo parigino: oltre alla
Gherardini, si è parlato diffusamente d’Isabella
Gualanda, di Costanza d’Avalos, di Ginevra Benci, e
più genericamente di una napoletana anonima ovvero di
un’anonima fiorentina. Altrettanto tempestivamente
pare il caso di segnalare quanto sia tardiva
l’indagine, e particolarmente impegnativa la
soluzione del rebus,
proprio a motivo dell’attenzione critica che solo da
cento anni ha ripreso ad illuminare l’opera
leonardesca: i troppi secoli di effettivo oblio nei
quali fu disperso l’enorme patrimonio trattatistico
del Vinci ha contemporaneamente determinato
l’acuirsi degli enigmi e frustrato molti tentativi
d’esame del metodo. Non suona affatto fuori luogo,
pertanto, l’auspicio di Pietro Marani che, ancora
oggi, deve augurarsi che presto si possa creare un
catalogo ragionato dell’opera del Nostro; repertorio
«che, incredibilmente, è stato tentato solo un paio
di volte dai tempi della monografia del Bodmer [1931;
...]».
L’identificazione di Gioconda
da sempre accettata è quella attribuita a Giorgio
Vasari. Tutti i tentativi successivamente esperiti
mostrano, pertanto, le difficoltà di ogni
ricostruzione tentata a gran distanza temporale
dall’oggetto di studio; così anche questo
contributo dovrà necessariamente essere visto come
ipotesi coerente con gli episodi storici apportati, ma
ancora in attesa del definitivo imprimatur
di verità provata che preferiamo ricevere da
ulteriori indagini archivistiche.
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