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Medioevali
LE
ORIGINI DEI FITZGERALDS - parte
seconda
Il prossimo dei figli di Walter FitzOther - d'ora
in avanti non piu' considerato come tale - con il
quale dobbiamo avere a che fare, è Maurizio. Se
l’antenato della casa dei FitzGerald fu un
figlio di Walter,
che viene una volta nominato Gerald
"de Windsor", a
fortiori anche Maurizio era "de
Windsor": ed ecco perché poi sarà
ripetutamente chiamato "de Windsor".
L'interesse maggiore di questo cognome è nel
fatto che si lega al nome di Maurizio, che in
segito si saprà essere noto in Irlanda ad una
generazione indietro e in tempi in cui raramente
compariva.
Tra il 1115-1119 l'abate Albold, abate del "Bury
St. Edmunds", concesse a Maurizio "de
Windleshore" la carica di castaldo
dell'abbazia, con i suoi particolari privilegi
insieme con il terrreno del precedente castaldo (dapifer),
e un compenso in denaro che corrispondeva a quello
di tre cavalieri,
compenso accresciuto da due a cinque volte. Tra i
testimoni di questo documento ci sono Robertus de
Windleshore e Reinaldus de Windleshore.Un altro di
questi documenti (p.119) contiene la conferma per
Maurizio, da parte di Re Stefano, di tutti i suoi
territori e del suo impiego, ecc. ecc.: come erano
in suo possesso ai tempi di Enrico I. Infine
abbiamo il passaggio di tutto questo a suo nipote
Ralph de Hastings, che percepiva i cinque compensi
dell'abbazia nel 1166.
Maurizio è menzionato in diversi documenti
relativi all'abazia; un decreto emanato da Enrico
I, scritto durante il periodo di interregno, è
indirizzato al monaco "Eadnoth e al castaldo
Maurizio (dapifero)…
e a tutti i baroni di St. Edmund’s Honour".
Un altro di questi documenti, apparentemente
databili intorno al 1135-1148, fa riferimento agli
atti amministrativi prima della venuta di Maurizio
(dapifer)
sotto Enrico I: e ciò è confermato da lui stesso.
Da ultimo, in un documento della Regina, moglie di
Stefano, emanato a favore del templare Maurizio de
Wyndleshore, figura come testimone.
Maurizio era chiaramente al servizio o comunque
nelle grazie di Re Enrico I,
in quanto abbiamo trovato le scuse del suo
Danegeld in un Pipe Roll del 1130; e si sa che
egli aveva terreni estesi per non meno di otto
conteee: Dorset, Essex, Northants, Norfolk,
Suffolk, Beds, Berks e Middlesex. Il fatto che
Maurizio de Windsor morì senza figli, è provato
dalla successione dei suoi beni al nipote Ralf,
quale erede
leggittimo dei suoi terreni e del suo impiego.
Come ho detto, il nome di Maurizio suggerisce
quello di Maurizio Fitzgerald, il primo membro
della sua casata che ha preso parte all'invasione
dell'Irlanda. Siccome questa ipotesi rafforza la
versione generalmente accettata sulle suo origini,
vorrei richiamare l'attenzione al documento molto
interessante, sebbene poco conosciuto, il quale
prova che Maurizio Fitzgerald fu eletto castaldo
dell'abbazia di St. David esattamente come
Maurizio de Windsor, suo zio ex
hypothesi, che fu fatto castaldo del St.
Edmund.
Questo è un inspeximus
di determinati documenti, tra i quali ci sono
quelli relativi a David (FitzGerald), Vescovo di
St. David e del suo capitolo, nei quali concede a
Maurizio FitzGerald il suo impiego e le suddette
terre in accordo con Enrico II, che conferma la
concessione:
e i termini dellla concessione hanno una stretta
somiglianza con quelli usati nella concessione
riguardante St. Edmund. In ogni caso il
beneficiario non riceveva soltanto le terre che
erano appartenute al suo predecessore, ma anche
altre in aggiunta. Lo stesso documento contiene
per noi un altro punto interessante.
Il documento di Peter, Vescovo dell'abbazia di
St. David (1176-98), che conferma l'impiego di
castaldo (dapifer) al figlio di Maurizio, William,
ha tra gli altri testimoni Walter de Windsor,
senza dubbio il capostipite della famiglia che
visse sotto Riccardo I. Questo è, penso, l'unico
documento che riporta la connessione tra un
Fitzgerald e un Windsor.
Abbiamo visto sopra che tra i testimoni della
concessione dell'Abate Albold compariva un Rainold
de "Windleshore''. La regina Adeliza, (vedova
di Enrico I), concesse un diritto su Stanton, Oxon,
a favore dell'abazia, e il suo documento aveva
come testimone "Reginaldo de Wind'r":
ella emanò il decreto di Stanton, testimone
Reinaldo de Wind'r,
presso Arondelle; e suo marito William, Conte di
Arundel (o di Lincoln), confermò il dono di un
maniero nell' Herfortdshire, comparendo come
testimone proprio "Reginaldo de Windleshores".
Questo ci dice che egli fu dapidfer
della regina Adeliza, e presentò due dei suoi
documenti dapifer
Rainaldo o Reginaldo.
Ecco che qui abbiamo non solo un altro membro
della famiglia, ma anche un altro dapifer.
Infine andiamo a Gerald de Windsor (Windesora),
antenato della casa dei FitzGerald. E' singolare
che the
Brut y tywysogion, che sapeva molto di lui, lo
individui con insistenza come Gerald il castaldo (Ystiwart),
così detto dapifer.
Ma suo nipote e omonimo Gerald "Cambrensis"
fu chiamato una volta
"Geraldus de Windesora".
Ciò appare l'unico appiglio per collocarlo come
figlio di Walter FitzOther, benchè la semplice
croce di S. Andrea, tenuta sia dai Windsor che dai
Fitzgerald conferma le loro comuni origini mentre
riporta la carica di castaldo apparentemente ad
un'epoca precedente.
Gerald viene indicato dal nipote come
conestabile e capitano (primiplus)
di Arnulf de Montgomeri, che costruì il castello
di Pembroke e gli diede l'incarico affidandolo a
William Rufus. La sua valorosa difesa di quella
fortezza contro i Welsh e l'acuto stratagemma (figmenta
exquisitiora) con il quale li convinse a
rompere l'assedio, sono raccontate con
compiacimento dai suoi discendenti,
che aggiungono, per rafforzare la sua posizione
nell’ambiente, che sposò Nesta, la
sorella di Griffith, principe del Sud Galles, che
gli diede figli valorosi, "dai quali la costa
meridionale del Galles fu salvata dagli inglesi e
il baluardo dell'Irlanda preso d'assalto".
Il Brut
ci dice che nei primi giorni del regno di Enrico
I, Gerald fu mandato con altri in Irlanda dal suo
signore Arnulf a chiedere per lui la mano della
figlia del Re Murcard, e cosa che ebbe esito
favorevole.
Con la caduta di Arnulf e dei suoi fratelli,
Gerald ottenne dal Re il castello di Penbroke,
che sembra essere stato da lui ricostruito
"in un luogo
chiamato Little Cengarth". Là "egli
colocò tutti i suoi averi, compresi la moglie, i
suoi eredi
e tutte le persone a lui care. Fortificò il
castello con un fosso e con mura e da una porta
d’entrata protetta da una serratura."
Questo fu nel 1105.
L'anno dopo avvenne il famoso e tragico
episodio dell'attacco di notte del castello da
parte di Owen, figlio di Cadugan, e Gerald riuscì
a scappare per miracolo, ma sua moglie e i suoi
figli furono catturati dal fiero capo gallese, un
affronto questo che Gerald piu' tardi seppe
vendicare. Sulla morte di Gerald non abbiamo
notizie, ma nel 1135 o nel 1145 abbiamo notizie
che i suoi figli combattono contro i gallesi,
"i franchi e i fiamminghi".
Su questi figli la maggiore autorità la ebbe
il nipote Gerald lo storico, la cui biografia
contiene un pezzo di grande interesse per ciò che
riguarda la genealogia.
Verso la fine del regno di Enrico II, Rhys ap
Griffin, che incontrò gli ambasciatori del
sovrano i cui nomi erano Baldwin, Arcivescovo di
Canterbury, e Ranulf de Glanville, capo della
giustuzia, era seduto ad un tavolo nella casa di
William de Ver, Vescovo di Hereford (1186-99), tra
il Vescovo e Walter FitzRobert, un nobile barone
che come il vescovo apparteneva all'ordine delle
"Clares" (Clarensium).
Gerald, storico ed arcidiacono, si congratulò
ironicamente con il capo gallese, per essersi
seduto tra due Clares (duos
Clarenses),della cui eredità, chiamata
Cardigan, egli era in possesso. Il
principe gallese lasciò cadere lo scherzo con un
delicato complimento che il vescovo ricambiò, e
dopo il riposino pomeridiano si spostarono tutti
sul prato, dove Rhys elencò i nomi dei suoi otto
figli maschi e delle due figlie che
rappresentavano le "avventure
matrimoniali" di Nesta.
Il primo ("primaevus") lo chiamò
William FitzGerald,
il quarto Maurice, e David, il vescovo,
l’ultimo. Egli parlò dei terreni che questi
avevano acquisito nel Galles e di quelli che
avevano conquistato in Irlanda, aggiungendo che
"le loro conquiste erano grandi solo se erano
riusciti ad appropriarsi delle terre". Ed
egli aggiunse ciò, osserva il narratore, "perchè
queste due nazioni, il Galles e l'Irlanda, sono
sempre nella speranza che un giorno
riconquisteranno le terre usurpate dagli
inglesi".
E' in qualche modo strano che Gerald "Cambrensis",
che cantò le lodi della sua famiglia in versi
senza metrica, non dica niente sull’origine di
Gerald di Windsor
o dei suoi parenti Windsor. "O razza,
o famiglia", egli esclamava sempre con
sospetto, non solo per la sua forza ma anche per
la sua innegata energia. O razza, o famiglia!
capace di conquistare da sola ogni regno,
ma che per invidia spreca le sue energie.
In altri casi questa ammirazione, pensando alle
conquiste dei suoi antenati, lo condusse in una
selvaggia iperbole.
Con poche linee tracciò un quadro di circa trenta
membri del clan, montati su splendidi cavalli, che
mostravano scudi che portavano le stesse insegne
(1176):
passo questo molto importante e di grande
rilevanza, che mostra i primi usi delle insegne
sulle armi e il loro sviluppo collaterale.
C'è un punto che deve essere spiegato in
connessione con l'albero genealogico. Il "Rotulus
de dominabus"
(1185) ci parla della vedova di William de
Windsor, Hawys,con un figlio, William e stette
sotto la sua protezione nove anni con sei o sette
figlie. Ciò riporterebbe il loro matrimonio
almeno al 1166.
Sembra però che William abbia avuto una moglie
prima di Hawys, la madre di Walter, suo figlio
maggiore, ma il documento del Rotulus ci distiglie
dal pensare che sia stata Cristina de Wiham(come
ho suggerito prima) che possedeva dei territori
nel Germon, nel 1166.
Dall'altra parte la prova che una Cristina sposò
un Windsor e che gli portò due castelli nel
Germon, è inoppugnabile ed è rafforzata dal
fatto che Walter de Windsor ebbe una figlia ed una
nipote entrambi chiamate Cristina. Un altro fatto
ancora oscuro è quello se Maurizio de Windsor fu
succeduto dal figlio di una sorella. Questo non
può essere provato dall'albero genealogico, ma
lui e la madre di Ralf de Hastings potrebbero
essere stati figli di un’altra moglie di Walter
FitzOther con un’altra moglie. Bisogna ancora
ricordare che le sue terre e il suo impiego non
gli vennero per eredità, e che questa successione
non è ancora stata accertata.
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